Nonsolomorgan

2010 febbraio 8
di makkekomiko

Numero diciannove                                                                                                            Lunedì 8 Febbraio 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

NONSOLOMORGAN

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che i primi di Febbraio il cantante Morgan, ammettendo di fare uso di crack, è stato immediatamente estromesso dal festival di Sanremo il che rappresenta una novità perché di solito da Sanremo si viene esclusi solo se nel testo si ravvisano tracce di concetti che dispiacciono al pensiero omologato o al Vaticano!

Altro motivo di esclusione è l’avere una canzone bella ma su questo Morgan poteva stare tranquillo!

Insomma alla fine Morgan ha fatto pubblica ammenda per due ore a “Porta a Porta” dimostrando molto coraggio (almeno pari a quello occorsogli per sposare Asia Argento) dopodiché Sanremo, per vendere il suo disco, non gli serve neanche più!

Comunque, cari posteri, volete sapere come stanno le cose nel nostro tempo a proposito di droga? Presto detto: i dati riportano che ci sono tracce di cocaina sul 99,9% delle banconote che circolano in Gran Bretagna, sul 95% delle banconote in circolazione a Washington e sul 90% degli euro per cui due sono i casi: o la gente che si droga è davvero tanta o è Morgan che viaggia parecchio!

A Roma sono state rilevate tracce di cocaina nell’aria, diminuite poi drasticamente quando a Montecitorio hanno chiuso le finestre! Vedendo chi ci governa c’è da pensare che oltre agli eletti siano drogati anche gli elettori ed infatti, cari posteri, l’Italia è prima in Europa per il consumo di sostanze stupefacenti.

I giovani in discoteca si calano pasticche di droga sintetica, l’extasi, e le persone di successo da Lapo Elkann a Kate Moss pippano cocaina. Si drogano professionisti ed impiegati, casalinghe e donne in carriera, ricchi e poveri, uomini e donne, insomma come vedete abbiamo raggiunto la vera uguaglianza sociale a un tanto al grammo!

Al cabaret una battuta sulla droga e sui drogati fa sempre ridere come una volta facevano ridere le barzellette sui matti e soprattutto un’infinità di persone si fa le canne sentendosi molto speciale.

Volete sapere come la penso io cari posteri? Drogarsi con qualunque cosa non è “bello”, non è “normale”, non è “divertente”, non è “figo”, non è moderno e non è sintomo di libertà ma di schiavitù. E’ una dipendenza e chi dice “smetto quando voglio” oppure pensa di gestire la sostanza è un povero ingenuo. La droga è merda, la droga è un problema, la droga è criminalità e morte.

Proibizionismo ottuso? No grazie: educazione per far si che chi si droga sia l’eccezione a differenza di oggi che pare essere la regola.

Stati alterati di coscienza? Col cazzo: la prossima settimana comincia il festival presentato dalla Clerici ed io voglio essere ben lucido per poter premere il tasto sul telecomando e vedermi un film su Sky!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato (Tognazzi e Gassman. Scena da: “In nome del popolo italiano”)

http://www.youtube.com/watch?v=F9Vg2gGFZQg

Makkekrostata d’arance

2010 febbraio 5
di makkekomiko

MAKKE kuisine

“Makkekrostata d’arance”

( Chef Paolo)

 

Mi piace tantissimo preparare dolci, anche se poi preferisco mangiare piatti salati.

Ritengo, inoltre, che i dolci migliori, essendo l’incarnazione del peccato di gola e, a parer mio, quasi della lussuria, siano i semifreddi e quelli al cucchiaio, soffici e cremosi cosi’ da poter essere mangiati in svariati modi e maniere, a seconda degli ospiti e delle occasioni!

Con questa ricetta pero’ mi auto-censuro e cerco di rendere adeguato omaggio al colore e sapore che in questo momento regna nei mercati: mi riferisco naturalmente all’arancia.

La proposta della settimana e’ quindi basata su una tradizionalissima crostata con questa frutta. Ho cercato pero’ di dare un tocco leggermente inusuale, utilizzando pochissima marmellata d’arancia e dando invece un ruolo di primo piano alle fette di questo bellissimo agrume leggermente sciroppate. Il loro apporto in termini di dolce-amaro modifica questa torta da “buona” a “makkekrostata”!

La dolce croccantezza della buona frolla fatta come si deve, il dolce soffice del velo di marmellata contrastano delicatamente con il dolce-amaro delle fette d’arancia e con la consistenza masticabile delle bucce.

Con grande soddisfazione ho portato le crostate al Makkekomiko per offrirle al pubblico…che bel successo, lo spettacolo come al solito DIVERTENTISSIMO spumeggiante e il riscontro del pubblico trasformato in cavia culinaria è stato molto positivo…spero si possano leggere i loro commenti qui sul blog.

Aspetto i vostri commenti e le vostre impressioni, intanto dico…

… Se vi piace, fatelo piacere!

Chef Paolo

 

****** INGREDIENTI ******

(dosi per 2 crostate)                        

Pasta frolla

500 gr di farina 00

250 gr di burro

150 gr di zucchero

2 uova intere e un tuorlo

sale q.b.

zucchero a velo qb

Per il ripieno di arance

4 cucchiai di marmellata d’arancia

2 cucchiai di liquore all’arancio

3 arance non trattate

1 lt d’acqua

½ kg di zucchero

1 uovo

****** PROCEDIMENTO ******

Disporre a fontana la farina setacciata, aggiungere lo zucchero e un pizzico di sale.

Unire il burro morbido a piccoli pezzettini, se non e’ proprio morbidissimo lo si puo’ staccare dal panetto a pizzicotti, cosi’ si ammorbidisce e si scalda. Impastare in maniera decisa il tutto solo con la punta delle dita, non con la mano intera, per evitare che il burro si sciolga troppo.

Quando l’impasto e’ diventato completamente omogeneo (non si percepiscono piu’ i pezzetti di burro ed e’ tutto sbriciolato omogeneamente) aggiungere le uova. Lavorare nella stessa maniera di prima fino a che il composto diventa liscio, compatto ed omogeneo.

Formare una palla, avvolgere con della pellicola e far riposare in frigo almeno 1 ora, meglio per l’intera nottata.

Al termine del riposo della frolla, infarinare bene ma non troppo il piano di lavoro, aprire ¾ della frolla con le mani e spianarla ben bene con il mattarello, formando un disco qualche cm piu’ grande della teglia. Disporre nella teglia leggermente imburrata e pareggiare i bordi, lasciandoli abbastanza alti. Bucherellare il fondo con i denti di una forchetta.

Con della carta stagnola formare dei rotoli lunghi da disporre nella teglia contro i bordi della pasta, per evitare che questi, cuocendo, si ritirino e si abbassino.

Infornare a 180 gradi per 5 minuti.

In una ciotola lavorare la marmellata con il liquore, rendendo il composto fluido.

In una pentola capiente far bollire l’acqua con lo zucchero. Tagliare le arance a fettine non troppo sottili, e farle cuocere nello sciroppo per 7 minuti.

Togliere dal forno, rimuovere la stagnola, disporre omogeneamente la marmellata sul fondo.

Guarnire con uno strato di fette d’arancia.

Con la rimanente pasta frolla formare delle striscioline e disporle a grata sulla superficie della torta, spennellandole poi con l’uovo sbattuto

Infornare a 180 gradi per altri 20 minuti.

Far freddare, spolverizzare con dello zucchero a velo e servire.

 

Bon appètit

Chef Paolo

 

Avatar

2010 gennaio 31
di makkekomiko

Numero diciotto                                                                                                                  Lunedì 1 Febbraio 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

AVATAR

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che verso fine Gennaio è uscito il film Avatar, regia di James Cameron. Davvero un bel film, se uno non è mai stato al cinema in vita sua! Per la precisione non dovrebbe neanche aver visto i filmini dei matrimoni e delle comunioni dei parenti!

Il film è stato presentato come un evento planetario sia per il budget (il più costoso della storia del cinema) sia per le innovazioni tecnologiche utilizzate per realizzarlo.

La vicenda si svolge nel 2135 quindi, cari posteri, la cosa un pochino vi riguarda per capire come saremo tra 125 anni (visto che il sottoscritto non ci sarà più a scrivere le seguenti Supposte utili a decifrarci).

Vedendo il film scopriamo che a 125 anni da oggi, ancora c’è gente che fuma. Una sola persona per la verità, una scienziata ecologista, in una stazione spaziale su un pianeta (Pandora) dove per gli umani l’aria scarseggia. Complimenti signora! Inoltre visto che per raggiungere il posto dalla Terra ci vogliono 5 anni di viaggio in ibernazione, spero per lei che più che tante stecche di sigarette abbia portato con sé una scorta sufficiente di fiammiferi!

Poi scopriamo che, sempre tra 125 anni, ci sarà ancora il corpo dei Marines ma anziché combattere contro i vietcong combattono contro i Mohicani! Insomma una specie di quei filoni transgender tipo “Zorro contro Maciste” (1963).

Ma a parte come saremo nel 2135, cari posteri, forse Avatar ci può aiutare a capire come siamo oggi. Analizziamo. Avatar è stato un evento planetario ed il fatto che sia stato un successo anziché un flop dimostra che nel 2010 abbiamo ancora bisogno di eroi ma soprattutto di aver ben chiaro chi sono i buoni e chi i cattivi cosa che nel film è nettamente definita fin dai primi dieci minuti (e ci illudiamo che il mondo e la vita siano così); ci piace che i nemici vengano sterminati (nessuno tocchi Caino, si: lo faccia deflagrare a distanza!); che l’eroe incontri una gnocca, giovane, (illibata!) figlia del capo e tra i due scatti l’Amore (ma và!?); che ci sia il guerriero rivale che poi però diventa amico esattamente come Vento nei capelli di “Balla coi lupi” (1990) e Orso Giovane di “Piccolo grande uomo” (1970); ci piace che tra 125 anni ci sia ancora l’Esercito per di più fatto di militari teste di cazzo (ma forse le due cose sono indissolubili, chissà) e tutto sia esattamente com’è adesso solo con armi più sofisticate (quasi quanto il 3D usato in Avatar che, oh, quando guardi il film ti dà proprio la sensazione tangibile che t’hanno sòlato 10 euro!).

Insomma, per concludere e fare il punto a vostro uso e consumo, cari posteri, prendete nota che nel 2010 la nostra società è indietro, molto indietro… non quanto il cinema americano, però!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: due esempi di Spike Jones e la sua orchestra (USA anni ’40), un misto di follia, comicità e perizia musicale come non se ne sono più visti nella storia.

“Cocktail for two”:http://www.youtube.com/watch?v=UyE9ORHxX_g&feature=related

“That’s amore”: http://www.youtube.com/watch?v=m-euf-m9w30

Trefoglie di polenta con baccalà mantecato

2010 gennaio 29
di makkekomiko

MAKKE kuisine

“Trefoglie di polenta con baccalà mantecato”

( Chef Paolo)

Che bella che è Venezia, è una sorpresa continua. Ci sono andato lo scorso fine settimana con un gruppo di amici: il freddo era tanto ma non ci ha fermato. Per riscaldarci hanno funzionato benissimo le ottime “venessiane senza gnente”: delle belle frittellone con pinoli mela e uvette (e se quello è il gnente figuratevi cosa possono essere quelle con il ripieno) ma forse ancora di piu’ le soste per “ cicchettare” (spuntino di mezza mattina insieme ad una “ombra”, ossia un bicchiere di vino). (http://www.taccuinistorici.it/ita/news/contemporanea/cibo-di-strada/CICCHETTO-e-OMBRA-di-Venezia.html). Diciamo che è stato un weekend veramente faticoso!

Per prolungare il ricordo della gita, vi voglio proporre la mia versione, leggermente rimaneggiata, di un piatto simbolo della tradizione veneta: la “trefoglie di polenta con baccalà mantecato”.

Può essere un sostanzioso antipasto oppure un buon secondo, magari accompagnato con delle verdurine. Ho appena proposto questo piatto come antipasto ad una festa di compleanno e ha riscosso un buon successo, oltre ai complimenti, tutti i commensali hanno fatto almeno il bis!!!

Trovo veramente delizioso il baccala’ mantecato, con la sua consistenza cosi’ soffice e cremosa, il sapore sapido e persistente ma nel contempo delicato e l’abbinamento tradizionale con la polenta ripassata sulla piastra, gli dona una nota di calore e di croccantezza: insomma un piatto assolutamente ben bilanciato, gustoso e veramente stuzzicante.

Aspetto i vostri commenti e le vostre impressioni, intanto dico…

… Se vi piace, fatelo piacere!

Chef Paolo

****** INGREDIENTI ******

per 6 persone (dosi  abbondanti per concedere anche qualche bis)

350 g di baccalà (ben dissaltato e spinato)

350 ml circa di olio extra vergine d’oliva, dal sapore non troppo forte

1 limone e mezzo

sale q.b.

pepe q.b.

1 foglia di alloro

per le sfoglie di polenta

300 g di farina gialla da polenta (a cottura rapida)

1,2 lt di acqua

****** PROCEDIMENTO ******

Baccalà mantecato

Mettere il baccala’ (con la pelle) in una pentola, coprirlo d’acqua fredda e aggiungere i limoni tagliati a mezzi e l’alloro. Abbassare il fuoco non appena l’acqua bolle e cuocere finche’ il pesce e’ abbastanza tenero.

Togliere il pesce, metterlo in una ciotola a bordi alti (una pentolino o un bicchiere del minipimer possono  andare benissimo). Lavorare vigorosamente la polpa con un cucchiaio di legno, rompendo tutte le fibre. Aggiungere lentamente e a filo l’olio e “montare”, come se fosse una maionnaise. Puo’ essere d’aiuto aggiungere qualche cucchiaio dell’acqua di cottura ancora calda.

Continuare a lavorare il composto finche’ non diventa cremoso e compatto ma sono ancora integre alcune fibre del baccala’. Al termine sistemare di sale e pepe.

Andrebbe preparato un giorno prima dell’utilizzo, lasciandolo riposare in frigo per una nottata:  acquista maggiore sapore e si compatta maggiormente.

Va servito a temperatura ambiente, per cui ricordatevi di toglierlo per tempo dal frigo.

L’operazione di mantecatura fatta a mano puo’ essere faticosa, in alternativa si puo’ utilizzare una planetaria o un frullino con le fruste a bassa velocita, ma, mi raccomando, niente frullatore o minipimer con le lame, altrimenti si danneggerebbero irrimediabilmente le fibre del pesce e il composto finale non riuscirebbe cosi’ gustoso e cremoso come dev’essere.

Foglie di polenta

Preparare la polenta che, a termine cottura, deve risultare molto morbida e “spalmabile”.

Stendere su un foglio di carta da forno e spianarla (aiutandosi con il dorso di un cucchiaio o una spatola, bagnati d’acqua fredda) regolandone l’altezza a meno di mezzo centimetro.

Quando e’ fredda, tagliarne dei dischetti con un coppapasta (o con un bicchiere). Passarli alla piastra (liscia o rigata) oppure in una padella antiaderente con un filo d’olio, facendoli asciugare bene all’interno e diventare caldi e croccanti all’esterno.

Presentazione

Preparare la trefoglie alternando fette di polenta e baccala’ mantecato.

Bon appètit

Haiti

2010 gennaio 25
di makkekomiko

Numero diciassette                                                                                                            Lunedì 25 Gennaio 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

HAITI

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che Dio non esiste, e ne sono certo perché me l’ha detto Lui in persona!

Il 12 Gennaio 2010 un terribile terremoto ha devastato Haiti e scosso le coscienze degli abitanti del pianeta anche se in misura decrescente tanto più ci si allontanava dall’epicentro del sisma. L’Italia dista da Haiti 8.249 km. quindi, passati dieci giorni, i nostri giornali possono finalmente dedicare due pagine a Lapo Elkann che va a trans.

Molta gente ha iniziato a domandarsi perché Dio permette queste tragedie (Haiti, non il gossip! Quello è perché in Italia il regime mediatico ha reso la realtà un’appendice della TV e neanche il Padreterno può farci nulla). I casi sono due: o Dio non esiste o Dio esiste e non sbaglia, per cui sapere l’eventuale “perché” sarà cosa dell’aldilà.

Ma anche se fosse che Dio non esiste… e allora? Chissenefrega!

Forse che saputa questa notizia i “buoni” smettono di essere “buoni” ed iniziano ad uccidere chi gli sta sulle balle, tanto i comandamenti non valgono più?

Quando succedono catastrofi come quella di Haiti, farsi domande su Dio è come stare in una casa che brucia e filosofeggiare sulla natura intrinseca del fuoco, in pratica la strategia del PD per tentare di battere Berlusconi!

Che Dio esista non è dato sapere, che esista l’uomo invece è certo, sicuro, indiscutibile almeno tanto quanto il fatto che d’estate in TV faranno i film di Maciste e a Natale “La vita è meravigliosa”!

L’uomo esiste con il suo agire, ed il Bene e il Male sono gli effetti delle sue azioni come ad esempio speculare su costruzioni di fango che poi causeranno morte e dolore, in prevalenza ai danni della povera gente.

Concludendo, cari posteri, è possibile che nel vostro tempo, tra 3000 anni, i nostri dèi saranno per voi come per noi sono oggi quelli degli Antichi Romani, Zeus, Marte e Giunone cioè false credenze che ad un certo punto sono state scalzate da quello ”vero”, solo in base a ciò che dice un libro. Per ora l’unica cosa che possiamo e dobbiamo fare è rimboccarci le maniche, credere in noi stessi, cercare di dire “no” quando serve, (rifiutandoci ad esempio di pagare un euro per mezzo litro d’acqua), impiegare tempo (tanto) per educare i figli alla bellezza e all’onestà, alzare il culo ed agire perché “Haiti”, “l’Abruzzo”, “Favara” siamo noi e Dio non può farci niente, noi si.

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato. (Chicca: il “dr. House” giovane in uno sketch Monty Python style):

Come posso io…

2010 gennaio 23
di makkekomiko

Come posso io…

(Di Benedetta Bella)

Come può la Luna guardarmi, con i suoi riflessi e accarezzarmi la pelle col suo dolce terpore immagginario?

Come posso io nascondermi dietro di lei, amare la sua luce, pregare la sua presenza, quando ella silenziosamente mostra la via nell’oscurità delle tenebre al mio Lupo?

Egli fiuta, devastato da un insaziabile bisogno di ricerca.

Di cosa? Nemmeno lui potrà mai saperlo, visto che è destinato a vagare in quell’oscurità e mai potrà trovare la strada, essendo egli prigioniero della Luna.

Mentre io spiego le ali e plano dal cielo per controllare che nemici non vi siano sul suo cammino. Lo proteggo da quella Dea, che forse mossa da una pulsante gelosia dettata da un amore impossibile per il Lupo, ci ha relegato in questa gabbia senza sbarre, lontani e vicini allo stesso tempo, eternamente alla ricerca l’uno dell’altra, eternamente servi della divina luce.

Da lassù lo guardo, mentre una lacrima scende lungo la mia gota triste, il Lupo si ferma, fiuta nell’aria, pensa che sia una goccia di pioggia, ignora che è il mio amore che l’ha sfiorato e che l’anima non è riuscita a baciare.

Egli riempie il mio cuore di tristezza e di nostalgia, quando ancora umano mi guardava con attenzione, quasi avesse paura che un dettaglio gli sfuggisse.

Quando tendeva la mano per accogliere la mia, quando mi stringeva fra le sue forti braccia sussurrando all’orecchio: “Ti amo!”.

Come posso io trasformata in Falco, proteggere il mio amato dal cielo? Liberarci da questa prigione? Liberarci dalla Luna? Può forse liberarci l’Amore?

Benedetta Bella

Sformatini profumati ai cavolfiori

2010 gennaio 21
di makkekomiko

MAKKE kuisine

“Sformatini profumati ai cavolfiori”

( Chef Paolo)

Mi è stato regalato un poster che riproduce il bellissimo quadro di van Gogh “ Il campo di grano” (http://viaveritaevita.files.wordpress.com/2009/03/vangogh_campo_di_grano.jpg), quadro dal colore predominante giallo. Il pittore amava questo colore in maniera particolare, con le sue  note  coinvolgenti, avvolgenti ed emozionanti. Anche a me e’ rimasto impresso nella mente, tanto forte e’  la sua intensità. Siccome poi i miei pensieri sono quasi sempre diretti verso la cucina, mi sono subito trovato a pensare a come mettere nel piatto questo bel colore. All’istante mi sono ricordato di avere in dispensa alcuni grammi di stimmi di zafferano: un piccolo tesoro sottratto, per gentile concessione, alla recente produzione artigianale di mio fratello e sua moglie.

Cercando l’idea giusta per abbinare questa spezia con i prodotti del momento e la stagione, mentre girovagavo per la galassia di food blog presenti in internet, mi sono imbattuto in una ricetta pubblicata in “http://qualcosadirosso.blogspot.com/” che ha colpito la mia fantasia. Apportandovi le opportune variazioni e modifiche agli equilibri, ho personalizzato la preparazione e gli ho dato quel “tocco” che cercavo.

Ho voluto esaltare le note dolci del cavolfiore, del latte e delle granelle, affiancandole con i profumi dello zafferano e del rosmarino e le parti sapide e saporite dei formaggi, nello stesso momento ho giocato con differenti consistenze e temperature, così da rendere la degustazione di questo piatto più ricca di sensazioni e sorprese.

Aspetto i vostri commenti e le vostre impressioni, intanto dico…

… Se vi piace, fatelo piacere!

Chef Paolo

****** INGREDIENTI ******

(per 4 porzioni)                              

Per lo sformato

  • 1 cavolfiore grande
  • 150gr di pangrattato
  • 2 uova
  • 40gr di pecorino
  • un filo d’olio extravergine d’oliva
  • un pizzico di sale
  • granella di nocciole e mandorle

Per la fonduta aromatica

  • 140ml di latte aromatizzata al rosmarino
  • alcuni stimmi di zafferano
  • 140gr di fontina

****** PREPARAZIONE ******

Lessare il cavolfiore, scartando tutte le parti dure. A parte sbattere leggermente le uova con il pecorino.

Frullare il cavolfiore con del sale, olio, le uova, il pangrattato, regolando la consistenza con un pochino di latte o aggiungendo pangrattato, per ottenere un composto piuttosto denso e cremoso.

Rivestire la placca con della carta da forno e realizzare gli sformatini con dei coppa-pasta , dando loro un’altezza approssimativa di 4 cm.

Mettere in forno statico precedentemente riscaldato a 200° e far cuocere fino a che le superfici diventano dorate. Qualora gli sformatini risultassero dorati ma ancora liquidi si possono tenere in forno ventilato per qualche minuto aggiuntivo.

Nel frattempo, scaldate il latte con gli aghi di rosmarino, poco prima di raggiungere il bollore abbassate ulteriormente la fiamma e fare andare a fuoco bassissimo per altri 5 minuti. Spegnere il fuoco e portare lentamente a temperatura ambiente

Versate il latte filtrato con un colino in un pentolino antiaderente, aggiungere lo zafferano e la fontina tagliata a piccoli cubetti. Far scaldare pianissimo, senza far bollire, fino al completo scioglimento del formaggio.

Disporre nei piatti i tortini tiepidi, cospargendo con la granella di nocciole e mandorle le pareti,  operazione a cui bisogna dedicarcisi con un po’ di pazienza, aggiungendo nel piatto la fonduta caldissima.

Bon appètit

POESIA Kuisine

GROVIERA

(di Filippo Giardina)

Con un atto di memoria biblica

Stacco un pezzo di me e faccio un altro me

Bucato

Identico

Venduto per intero.

Ermafrodito?

Può darsi…

Ma è strano per un formaggio…ladro!

Filippo Giardina

Fratelli d’Italia

2010 gennaio 18
di makkekomiko

Numero sedici                                                                                                                      Lunedì 18 Gennaio 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

FRATELLI D’ITALIA

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che nei primi giorni di Gennaio, a Verona, il giocatore dell’Inter Balotelli è stato fischiato dai tifosi del Chievo perché ha sottopelle una gran quantità di melanina. I tifosi (chissà se alla vostra epoca ci saranno ancora) sono fatti così: estetisti accorti, sulla pelle non transigono, soprattutto riguardo al PH! E comunque le cose nella nostra epoca vanno così: chi è color marrone fuori non è sopportato da chi è marrone dentro!

Da un’altra parte il ministro dell’Istruzione Gelmini ha proposto un tetto di immigrati nella scuole pari al 30% che è il numero esatto per farli sentire inferiori. Comunque si può dire che la signora adempie coerentemente al suo Ministero, che non a caso è stato rinominato da questo governo: “Ministero dell’Istruzione”, cancellando l’aggettivo “pubblica” perché non è e non dev’essere per tutti.

Neanche a farlo apposta, da un’altra parte ancora, a Rosarno, paesino Calabrese, certi (direi troppo) esigenti lavoratori africani, creando scompiglio, si sono rivoltati perché, incredibile a dirsi, non erano contenti di vivere in una ex fabbrica, dormire con i topi, senza servizi igienici e il tutto dopo essere stati sfruttati per dodici ore nei campi per una paga da fame. Che ingrati! Roba che al sud c’è gente che il lavoro nemmeno ce l’ha! Ed infatti proprio animati da misurato disappunto gli abitanti di Rosarno hanno risposto il giorno dopo assalendo i lavoratori con trattori e fucilate accettando anche il rischio, seppur remoto, di essere considerati (ma giusto da qualche sparuto comunista) razzisti e vigliacchi perché non fanno lo stesso con la ‘Ndrangheta.

Il ministro Maroni ha avallato l’azione dando la colpa agli africani perché esistono!

Insomma quello che sta succedendo al Sud come al Nord, ciò che agli occhi di un esterno potrebbe sembrare uno schifo indegno di un paese civile, non è altro che il frutto del lavoro di anni di questo Governo. Spiego meglio: tra poco ci saranno i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e sembrava che la Maggioranza, Lega in testa, li schifasse… invece no, tutt’altro! Sorpresa! Ma che “Italia divisa in due”, ma quale disgregazione! Ecco ciò che stava facendo il Consiglio dei Ministri (che ora è in riunione a Rosarno): unificare il Paese! E quel che sta succedendo è la prova che l’obiettivo è raggiunto: in Italia, Settentrione e Meridione, ricchi e poveri, cittadini e paesani, di fronte al razzismo sono uguali! Dopo i recenti fatti si può iniziare ad organizzare i festeggiamenti del 2011, tutti fratelli, tutti riuniti contro i “negri” sotto una stessa bandiera, possibilmente piantata nel culo di un immigrato e guai a lui se si ribella! Viva l’Italia! Viva il Belpaese!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliati: (Un capolavoro: i Muppets in “Manahmanah”)

http://www.youtube.com/watch?v=HdUeVAkzEas&feature=fvw

(il primo film fatto nella Storia: “L’uscita dalla fabbrica” – F.lli Lumiere -1895)

(prima gag al cinema: “L’annaffiatore annaffiato” – F.lli Lumiere -1895)

Castagnaccio

2010 gennaio 15
di makkekomiko

MAKKE kuisine

“Castagnaccio”

(Chef Paolo)

Questa settimana, con molto piacere, rispondo ad una email di Maurizio. Nella sua email mi ha raccontato di aver provato a fare il castagnaccio, ha seguito in maniera puntuale una ricetta trovata su un libro, ma il risultato finale era troppo compatto.

Credo che l’errore di Maurizio sia stato di usare una teglia troppo grande, infatti la durezza della torta dipende in buona parte dall’altezza dell’impasto: non deve essere troppo sottile, altrimenti si rischia che a fine cottura la torta sia troppo dura, ma neppure troppo altro, per evitare l’effetto gommoso.

La preparazione del dolce e’ facile, richiede solo un poco di attenzione nell’evitare grumi nell’impasto e nel determinare il punto giusto di cottura.

Il castagnaccio e’ un dolce molto particolare per i pochi ingredienti presenti, per la sua consistenza finale e anche per il suo sapore “antico”.

La presenza del rosmarino alleggerisce il gusto e dona alla torta un tocco aromatico.

Una leggenda romantica narra che gli aghi di rosmarino costituissero un potente elisir d’amore e che il giovane che avesse mangiato il dolce offertogli da una ragazza, si sarebbe subito innamorato di lei e l’avrebbe chiesta in sposa…..

Aspetto i vostri commenti e le vostre impressioni, intanto dico…

… Se vi piace, fatelo piacere!

Chef Paolo

****** INGREDIENTI ******

Acqua 750 gr                              

Farina di castagne 500 gr

Noci 100gr

Pinoli 100 gr

Uvetta 80 gr

Rosmarino una manciata di aghi

Olio di oliva 6 cucchiai

Sale fino un grosso pizzico

****** PREPARAZIONE ******

Mettete l’uvetta a mollo in acqua tiepida per farla rinvenire.

Setacciate,per rimuovere eventuali grumi, la farina di castagne in una ciotola capiente.

Aggiungere un generoso pizzico di sale, versare poco per volta l’acqua nella farina di castagne, mescolare il tutto con una frusta fino ad ottenere un composto ben amalgamato e morbido.

Aggiungere all’impasto le uvette ben strizzate, i pinoli e le noci tritate grossolanamente, conservandone un piccolo quantitativo di questi tre ingredienti che serviranno anche per la guarnizione della superficie.

Ungere bene con l’olio una teglia bassa del diametro di 40 cm, versare l’impasto: dovrebbe raggiungere circa un centimetro di altezza.

Guarnire la superficie del castagnaccio con gli ingredienti messi da parte e con gli aghi di rosmarino e poi a filo due cucchiai di olio.

Infornare per circa 30 minuti a forno preriscaldato a 200° e comunque fino a che si sarà formata una bella crosticina crepata e la frutta secca abbia preso un bel colore dorato.

Bon appètit

POESIA Kuisine

CROSTATA

(di Filippo Giardina)

Pasta frolla

Burro

Carie

Dentista

Soldi

Tanti soldi

Una cifra di soldi

Prestito facile

20 anni di rate

Debito

Stress

Ansia

Colpo di testa

Povertà per tutta la vita

….Forse era meglio un’insalata

Filippo Giardina

Body scanner

2010 gennaio 11
di makkekomiko

Numero quindici                                                                                                                  Lunedì 11 Gennaio 2010

L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere il blog che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante

con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

BODY SCANNER

(di Claudio Fois)

Cari, posteri è successo questo.

E’ successo che il 24 dicembre 2010 un attentatore legato ad Al Quaeda è salito a bordo di un aereo con l’idea di farlo saltare tramite esplosivo nascosto nelle mutande. Fortunatamente l’infame proposito è fallito per via che l’uomo, al momento fatidico, ha acceso la miccia sbagliata!

A causa di questo evento, cari posteri, in America e nel mondo si è creato uno stato d’agitazione che porterà ad un potenziamento dei sistemi di sicurezza negli aeroporti ovvero all’installazione dei “Body scanner”, grosse macchine che consentono di vedere le persone come se fossero nude in una sorta di TAC. In Italia, secondo la tempistica usuale per questo tipo di analisi, per passare il check-in ci vorranno mesi e mesi di prenotazione anticipata!

Tutto a posto ma… mi sorgono piccole domande per le quali non ho risposta però mi permettono di fare quella cosa che oggi in molte persone si va sempre più perdendo, cioè l’esercizio del dubbio. Mi chiedo: come mai un kamikaze, di Al Quaeda (quindi non un kamikaze amatoriale, che lo fa diciamo così per hobby, la domenica… oh, non è che a tutti possono piacere i francobolli) sceglie di fare un attentato su un aereo, dove dopo l’11 settembre 2001 ci sono controlli severi, dove può causare, si, centinaia di morti, ma dove, esplodendo in volo, tutto sommato i danni possono essere limitati? Cioè, mi domando: non potrebbe ottenere lo stesso effetto (anche migliore) facendosi esplodere in un centro commerciale, sulla metropolitana, su un treno o allo stadio? Forse che sia troppo facile per cui poi i colleghi lo prenderebbero in giro, e magari nell’aldilà anziché 72 vergini, gliene verrebbero assegnate solo una cinquantina mentre le restanti sarebbero delle zoccolone bollite? Oppure non sarà il fatto che alla fine pure fare il kamikaze, se non ci metti un po’ di brivido, alla lunga diventa un’alienante routine? O forse non sarà che ogni tanto serve far vedere che questi terroristi sono veramente dei bastardi ma i nostri governanti sono sempre all’erta e il cittadino grazie a loro è protetto…? O non è che magari se ‘sti terroristi non si mostrassero ogni tanto così cattivi, per Obama sarebbe un po’ una contraddizione avere preso il Nobel per la Pace e continuare a coltivare la guerra… (d’altro canto mo’ l’ha già messo sul caminetto, ha comprato la teca e una cosa e l’altra, insomma, dài, restituirlo è un peccato…).

Oppure… oppure… oppure (ma qui lo ammetto, sono malizioso io) Bin Laden sta per uscire con un nuovo video, un disco, un film e questo dell’attentato è solo un furbo lancio pubblicitario? Mah… ai posteri, cioè voi, l’ardua sentenza… nell’attesa io vado ad iniziare il trattamento con la pomata “Enlarge your penis” perché la prossima settimana devo partire con l’aereo e non vorrei fare brutta figura al body scanner!

Questo, cari posteri, per oggi è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

Link consigliato (scena da Totò, Peppino e i fuorilegge)